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Il Governo inglese ha deciso di dare una concreta sferzata ai suoi disoccupati. Il programma “Basta scuse” nasce dall’osservazione che molti dei disoccupati trai i 18 e 21 anni, vivono in uno stato di inedia accontentandosi del sussidio di disoccupazione che il Stato Britannico elargisce loro.

Per questo l’Amministrazione Inglese ha annunciato un vero e proprio cambio di rotta che costringerà i disoccupati britannici a partecipare a percorsi di formazione qualificanti senza la frequenza dei quali non solo si perderà l’opportunità di incrementare e differenziare le proprie competenze ma anche si perderà il diritto ai sussidi di disoccupazione.

Il programma pensato dalla Amministrazione Anglosassone, chiamato Intensive Activity Programme, interpreta il percorso di formazione come un vero e proprio “campo di addestramento” dove i giovani disoccupati dovranno provarsi per ben tre settimane in cui acquisiranno competenze pratiche e necessarie come: come attivarsi per cercare un impiego, come comportarsi durante i colloqui di lavoro, come scrivere un curriculum vitae e come individuare e valorizzare le proprie capacità.

Il concetto di base è il classico “guadagna ed impara” che l’ala conservatrice del Governo ha promosso interpretando inaccettabile il fatto che i giovani disoccupati non si diano abbastanza da fare per cercare lavoro.

L’azione intrapresa non è solo da considerarsi come penalizzante o quasi punitiva ma sarebbe da interpretare come un concreto aiuto ai giovani che, in molti casi, pur avendo studiato stentano a trovare le strade giuste per cercare il lavoro in maniera corretta.

Tutti i giovani che non parteciperanno ai percorsi formativi non avranno diritto a ricevere i circa 70 euro a settimana di sussidio di disoccupazione.

Il Governo ha anche intenzione di abolire la Jobseekers' Allowance, i sussidi riservati a chi ha tra i 18 e i 21 anni, sostituendola con una “youth allowance” che costringe chi é disoccupato da oltre sei mesi a lavorare gratuitamente a progetti socialmente utili.

Pur considerando le critiche dell’ala laburista del Parlamento inglese l’azione è del tutto meritevole anche alla luce del fatto che in Gran Bretagna la percentuale di giovani tra i 16 e i 24 anni che non ha un lavoro é tre volte quella degli adulti.

Sarebbe molto divertente conoscere i risvolti dell’applicazione di una azione di questo genere in italia.